Con gli Estranei ormai annientati, la nuova puntata del Trono di Spade ha nuovamente diviso il pubblico, tra chi ha apprezzato la sceneggiatura e chi ne ha criticato le incongruenze. Dopo molte puntate, però, è evidente il ritorno dell’intrigo politico, che tanto ci era mancato.

SPOILER ALERT

La prima scena della 8x04 ci riporta a Winterfell, esattamente al punto in cui avevamo lasciato i personaggi alla fine della 8x03: la battaglia è vinta e ai vincitori non resta altro da fare che onorare i caduti con una giusta sepoltura (o un giusto rogo, in questo caso) e dare avvio ai brindisi e ai festeggiamenti di rito. Ma la guerra viene a portar via sempre qualcosa anche ai vincitori, ed è evidente come, al mattino del giorno seguente la battaglia, qualcosa sia stato portato via da ciascuno dei superstiti. Jon accende la pira di Lyanna Mormont (la giovane Lady di straordinaria forza che, forse non senza significato, ha portato in vita il nome di sua madre, e che per prima al nord gli ha restituito fiducia), Sansa quella di Theon (forse l’unico uomo che sia andato oltre le sue forze per proteggerla), Samwell quella di Edd l’Addolorato (amico e fratello dei Guardiani della Notte) e Daenerys quella del suo fidato Jorah Mormont, sussurrandogli parole delle quali, per ora, non conosceremo il significato.

Le forze militari di Winterfell sono dimezzate, ma di questo i protagonisti possono dimenticarsi per almeno un’unica, pazza notte, all’insegna del vino dorniano “scuro come il sangue e dolce come la vendetta”(e anche un caffè di Starbucks, per non farci mancare niente). Tra i drinking game finiti male e le avances, la nomina a lord di Capo Tempesta di Gendry e la supplica a Jon Snow di non dire a nessuno delle sue origini confermano Daenerys come una Sovrana dei Sette Regni che ora ha un estremo bisogno di essere legittimata, con una forte brama di ottenere il Trono di Spade (eh sì, ci avviciniamo sempre di più all’identikit del perfetto tiranno).

Niente da fare per la povera Targaryen. Disfatta numero uno: nonostante tutto l’amore (sicuramente non condizionato) che Dany ha dichiarato per Jon, il segreto sulla sua reale identità di Aegon Targaryen diventa il segreto di Pulcinella, e entro la fine della puntata lo sanno in otto (di cui uno, Varys, era Maestro dei Sussurri: la tua popolarità è praticamente finita Daenerys tesoro). Disfatta numero due: Le abilità politiche e militari di Daenerys scarseggiano e le sue mosse avventate (e disperate) le costano la perdita in contemporanea di un altro drago e della sua consigliera Missandei a causa di Euron.

Se quando era nel continente di Essos le cose per lei andavano a gonfie vele, sembra che il continente di Westeros le stia dando solo dispiaceri. Daenerys, sempre più sola e sempre più imbronciata, è sempre più simile a Cersei, in una stagione che sta giocando molto con le simmetrie dei personaggi e delle situazioni.

Una cosa, per lei, è certa. Al gioco del trono si vince o si muore, ma se perdi l’approvazione di Varys (ne converrete, uno degli strateghi più brillanti di tutta la serie) sei probabilmente fottuta.