Se la puntata 8x01 era una puntata di ricapitolazione e di preparazione agli eventi successivi, la 8x02 è una puntata incentrata sull’attesa, con alcuni altissimi momenti.

SPOILER ALERT

L’ultima puntata di Game of Thrones si era conclusa con l’arrivo di Jaime Lannister a Grande Inverno, reduce dell’abiura nei confronti della sorella Cersei, regina dei Sette Regni. Il primo ad accorgersi del suo arrivo era stato proprio Bran Stark, ovvero una delle poche “vittime” di Jaime che ancora può raccontarla. Ed è quell’incontro, tra Jaime non-più-Jaime e Bran non-più-Bran, che anticipa la prima sequenza di questa nuova puntata.

Il processo a Jaime Lannister. Lo Sterminatore di Re è posto non solo dinanzi a Bran, ma di fronte a tutti coloro i quali, tramite la sua spada, egli ha contribuito a rendere orfani. Ci sono gli Stark, a muovergli l’accusa d’aver tramato contro Jon Arryn e, soprattutto, contro il padre Ned Stark, e c’è Daenerys, a riconoscere in lui – assassino del padre Aerys II – uno degli artefici della definitiva rovina ed esilio della sua famiglia.

Così il destino di Jaime è posto su una bilancia. Le sue buone azioni nei confronti di Brienne di Tarth e le buone parole del fratello Tyrion, insieme al disperato bisogno della roccaforte del Nord di validi guerrieri, sarà ciò che lo salverà da un’esecuzione certa. Non solo, anche Bran – ormai il Corvo con Tre Occhi – deciderà di salvarlo non facendo parola dell’episodio che li vide coinvolti molti anni prima. Egli ormai non è più soggetto a rancori, ma guarda al destino intero dell’umanità, riconoscendo come Jaime sia più utile da vivo che da morto e come quel danno che ha ricevuto da lui gli abbia permesso, per vie molto traverse, di essere ciò che è ora – memoria e speranza per il mondo.

Il riscatto di Jaime sarà definitivo quando egli deciderà di nominare Brienne di Tarth Cavaliere dei Sette Regni, in uno dei momenti più alti e commoventi della puntata. Un gesto nobile: nonostante sia lei la protagonista della scena, dei due è lui quello che viene effettivamente “elevato” dalla cerimonia, perché compie una scelta generosa. Brienne, dal canto suo, si conferma tra i personaggi più riusciti dell’intera saga, che resterà per molti anni come uno dei modelli femminili più insoliti, e quindi preziosi, del fantasy.

In quest’attesa, si sviluppa anche la storyline della triade Jon-Sansa-Daenerys. Sansa e Daenerys riescono quasi a stringere un legame e a deporre l’iniziale diffidenza, ma l’atmosfera torna gelida quando diviene chiaro a entrambe che, una volta finita la guerra con i morti e con i Lannister, resterà una rivendicazione d’indipendenza del Nord (portata avanti da Lady Sansa) che la nuova regina (nell’ipotesi, Daenerys) non potrà accogliere. Jon, invece, comunica a Daenerys la sua ascendenza Targaryen, suscitando il suo sdegno nello scoprire che lui può legittimamente rivendicare il Trono dei Sette Regni. Insomma, una serie di conflitti che saranno letteralmente congelati dall’imminente arrivo del Re della Notte e delle future battaglie, ma che raggiungeranno un punto di ebollizione, ne sono convinto, molto presto.

Dopo una puntata di ricapitolazione, questa è una puntata di attesa – a mio avviso più gustosa e ispirata della prima - che prepara una puntata, la terza, che sarà d’azione. Con l’assedio del Re della Notte a Winterfell, che vedremo nella prossima puntata (qui il trailer) si dovrebbe concludere la prima parte di questa nuova stagione, un corale “episodio di tre episodi” ambientato prevalentemente a Winterfell. Non ci resta, quindi, che restare in con il fiato sospeso fino alla prossima settimana. Dopo una lunga pausa, ecco lo scontro. Con esso, la morte.